AMBIENTE. PELLEGRINO (AVS): CONCERTI FUSINE NON DANNEGGINO ECOSISTEMA
(ACON) Trieste, 28 ott - "La difesa di un ecosistema unico e
protetto non può essere liquidata come una semplice pratica
burocratica o una questione puramente amministrativa e tecnica".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra) a margine dell'esito
dell'interrogazione orale discussa oggi in IV Commissione
consiliare in merito all'impatto ambientale delle ultime edizioni
del No Borders Festival nella delicata area dei Laghi di Fusine.
"L'atto ispettivo, depositato originariamente il 5 giugno 2025 -
spiega Pellegrino - conserva intatta tutta la sua urgenza e
attualità. Le criticità si sono infatti reiterate anche nel corso
dell'ultima stagione estiva e rischiano di ripresentarsi
identiche nel 2027 se non si interverrà radicalmente sui criteri
di concessione e localizzazione dei grandi eventi in aree ad alta
sensibilità naturalistica".
"I laghi di Fusine - sottolinea la consigliera, che è anche
vicepresidente della Commissione Ambiente - ricadono all'interno
di una Zona speciale di conservazione (Zsc), un'area sottoposta a
rigidi vincoli ambientali comunitari per la salvaguardia della
biodiversità. Secondo quanto denunciato dalle Associazioni
ambientaliste, fra cui il Wwf, la più grande organizzazione
internazionale non governativa per la conservazione della natura
e dell'ambiente, lo studio della Valutazione di incidenza
ambientale (Vinca) presentato per la kermesse mostrerebbe
profonde lacune".
"Infatti - specifica Pellegrino - dei 17 habitat ambientali
protetti formalmente censiti nell'area, ne sono stati analizzati
appena 10. Siamo di fronte a evidenti omissioni burocratiche, ma
soprattutto a macroscopici errori fisici e matematici nei modelli
previsionali, a partire da calcoli sull'impatto acustico
gravemente scorretti o del tutto assenti".
"L'interrogazione - incalza l'esponente rossoverde - dà voce alle
denunce corali che da tempo arrivano anche dai residenti locali e
persino dalle comunità della vicina Austria, allarmate per il
riverbero degli impatti oltre confine. I monitoraggi sul campo
confermano che la pressione antropica e l'inquinamento acustico,
e non solo, causati da concerti di questa portata stanno
provocando gravi e durature compromissioni all'ecosistema e alla
fauna selvatica, proprio nel momento dell'anno di massima
fragilità per le specie protette. Questo sito è semplicemente non
confacente a ospitare eventi di tale magnitudo".
"Ho espresso forte insoddisfazione per la linea difensiva
adottata dall'assessore alla Difesa dell'ambiente, Fabio
Scoccimarro. Arrampicarsi sugli specchi - prosegue Pellegrino -
definendo la vicenda un mero capitolo di ordinaria
amministrazione significa ignorare deliberatamente la portata
delle direttive europee e la realtà dei fatti. La politica ha il
dovere di governare i processi, non di farsi scudo dietro i
pareri tecnici quando questi si dimostrano parziali o lacunosi".
"Lo ribadisco, nessuno vuole cancellare un festival importante
per la promozione del territorio - rimarca Pellegrino -, ma
chiediamo formalmente che il Consorzio di promozione turistica e
gli organi competenti si attivino per individuare un sito
alternativo e idoneo per le prossime edizioni. Al contempo,
pretendiamo controlli stringenti e immediati sui prossimi eventi
programmati, affinché vengano garantiti il silenzio, la pulizia
dei luoghi e il rispetto incondizionato della natura".
"La transizione ecologica e la tutela della biodiversità non si
fanno con le deroghe, ma con la responsabilità, anche di certa
parte politica", conclude la nota.
ACON/COM/aa